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Oltre la Tradizione: L'Eccellenza Umana e Sostenibile dell'Olio "Made in Italy"

Intervista esclusiva a Maria Carmela Calabrese, HR e BD Manager di Agrioil S.p.A. In questo incontro con la redazione di Queen of Queens Magazine, la Dott.ssa Calabrese ci guida in un viaggio tra le sfide globali del mercato agricolo, la valorizzazione del benessere psicologico in azienda e la forza di una leadership femminile capace di trasformare le radici del territorio in un modello di innovazione internazionale.

2026-10-27 · Queen of Queens Admin · Lettura stimata: 10 min

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Carriera e Trasformazione Aziendale

Dott.ssa Calabrese, lei è una figura chiave di Agrioil S.p.A. dal 2002, ricoprendo il ruolo di HR e BD Manager. Ci racconta il suo percorso e in che modo la sua visione ha trasformato l'ambiente di lavoro in un luogo dove ogni persona può esprimere il proprio potenziale umano e professionale? Come si riesce a dare nuova linfa e organizzazione a una realtà aziendale complessa?

Dal 2002 a oggi il mio percorso è stato una continua evoluzione parallela a quella dell'azienda stessa. Entrare nei meccanismi di una realtà produttiva complessa mi ha chiarito fin da subito una verità fondamentale: l'eccellenza di un prodotto — anche del più straordinario olio extravergine — nasce prima di tutto dall'eccellenza delle relazioni umane che lo generano. Unendo la mia formazione in psicologia con la gestione delle risorse umane e dello sviluppo aziendale, ho cercato di ribaltare il paradigma tradizionale: mettere la persona al centro non è un concetto astratto, ma una strategia organizzativa concreta.

Dare nuova linfa a una struttura articolata significa passare dall'autorità all'ascolto, strutturare processi chiari e meritocratici e creare un clima di fiducia integrata in cui l'errore non viene sanzionato, ma elaborato come opportunità di crescita. Quando le persone si sentono viste, valorizzate e sicure nel proprio contesto lavorativo, il loro potenziale si sblocca naturalmente ed è espresso ai massimi livelli, trasformando la complessità operativa in coesione e performance.

Il Mercato dell'Olio in Italia e nel Mondo

Agrioil, fondata nel 1989, oggi conta 74 soci tra olivicoltori e frantoi, specializzati nella produzione di olio extravergine di qualità. Qual è la sua visione sull'attuale stato del mercato dell'olio d'oliva a livello italiano e globale? Quali sono le sfide commerciali più complesse che il "Made in Italy" deve affrontare oggi sui mercati internazionali?

Il mercato globale dell'olio d'oliva sta vivendo una fase di profonda ridefinizione. Da un lato c'è una crescente consapevolezza del consumatore sui temi della salute, della tracciabilità e del valore importante della dieta mediterranea; dall'altro assistiamo a forti oscillazioni produttive dovute al cambiamento climatico e alle tensioni geopolitiche.

Per il "Made in Italy", la sfida principale sui mercati internazionali consiste nel superare la trappola del prezzo. Troppo spesso l'olio d'oliva viene banalizzato come una generica commodity da scaffale. Il nostro compito e la sfida più complessa è fare cultura del prodotto. Dobbiamo educare i mercati nazionali ed esteri a comprendere che dietro una bottiglia d'eccellenza italiana non c'è solo un condimento, ma un patrimonio di biodiversità di cultivar, di paesaggio, di salute e rigidi disciplinari di controllo che regolamentano la materia. La forza di una compagine come quella di Agrioil, con i suoi 74 soci, sta proprio nella capacità di fare massa critica garantendo filiera corta, autenticità e volumi adeguati al fabbisogno nazionale e all'export, senza mai scendere a patti con la qualità.

L'Impatto della Xylella

La Xylella ha rappresentato un pericolo mortale per l'olivicoltura del Sud. Agrioil, che ha la sua sede operativa a Roccadaspide in Campania, ha subito danni diretti o ripercussioni sulla propria rete di approvvigionamento a causa di questa epidemia? Come vi siete difesi da questa minaccia?

Il fenomeno della Xylella in Puglia è stata una ferita aperta per tutta l'olivicoltura nazionale e mediterranea, oltre che un monito drammatico sulla vulnerabilità dei nostri ecosistemi. Pur avendo la nostra sede operativa nel cuore del Cilento, a Roccadaspide, ben distante dal fenomeno, non ci siamo mai sentiti "immuni" o spettatori estranei.

Il territorio si è difesa attraverso una duplice strategia: prevenzione rigorosa e valorizzazione della biodiversità locale. Ha rafforzato i protocolli di monitoraggio e controllo fitosanitario lungo tutta la nostra rete di conferimento. Inoltre, la ricchezza del patrimonio olivicolo campano e cilentano (con cultivar autoctone straordinarie come la Nostrale, la Rotondella, la Pisciottana e la Carpellese) si è rivelata uno scudo naturale. La nostra risposta a queste emergenze risiede nella tutela della biodiversità, nelle buone pratiche agronomiche e nella stretta collaborazione scientifica con agronomi e istituzioni territoriali per monitorare gli uliveti del nostro distretto.

Welfare Aziendale e Benessere Psicologico

Una delle vostre iniziative più interessanti è l'attenzione al benessere a 360°. Da circa cinque anni avete introdotto figure professionali dedicate al counseling e al supporto psicologico e psicopedagogico, garantendo uno spazio di ascolto "One-to-One" per i collaboratori. Come è nata questa idea all'avanguardia per il settore agricolo e che impatto ha avuto sul clima aziendale?

L'idea è nata dalla mia doppia identità: manager e laurea magistrale in psicologia del lavoro e organizzazioni. Nel settore agroalimentare ed industriale, tradizionalmente legato a ritmi produttivi concreti e talvolta rigidi, parlare di benessere psicologico poteva sembrare un'eresia o un lusso. Io ho sempre creduto nell'esatto contrario: la salute mentale ed emotiva dei lavoratori è il primo fattore di sostenibilità aziendale.

Introdurre lo sportello di ascolto One-to-One e percorsi di counseling in azienda ha permesso di creare un'oasi di decompressione, dove le persone possono affrontare stress, fragilità o difficoltà di conciliazione vita-lavoro in totale riservatezza. L'impatto sul clima aziendale è stato straordinario: abbiamo registrato una drastica riduzione del turnover, un abbassamento della conflittualità interna e, soprattutto, un incremento del senso di appartenenza. Le persone sanno che Agrioil non chiede loro soltanto "braccia e competenze", ma si cura di loro come esseri umani.Credit: Archivio Agrioil - in foto Dott.ssa Maria Carmela Calabrese

Sostenibilità e Azienda Benefit

Sappiamo che ha recentemente partecipato all'assesment sulla sostenibilità promosso da ESG Makers Food 2026 e che Agrioil ha intrapreso il cammino per diventare Azienda Benefit. In che modo state integrando la sostenibilità come leva strategica per generare valore condiviso?

La sostenibilità per noi non è un'etichetta di marketing o una moda del momento, ma una responsabilità morale e una scelta industriale precisa. La partecipazione all'assesment ESG Makers Food 2026 ci ha fornito una fotografia chiara e rigorosa dei nostri punti di forza e delle aree di miglioramento.

La transizione verso il modello di Società Benefit rappresenta la naturale formalizzazione di ciò che Agrioil fa da sempre: integrare nello statuto sociale, accanto agli obiettivi di profitto, la finalità di avere un impatto positivo sulla società e sull'ambiente. Ciò si traduce in efficientamento energetico degli impianti di molitura, recupero e riutilizzo dei sottoprodotti della lavorazione (come la sansa e il nocciolino), riduzione della carbon footprint, ma anche in sostegno attivo al tessuto sociale del Cilento, sostenendo la filiera agricola locale e offrendo lavoro dignitoso e tutelato.

Impegno Editoriale, Politico e Leadership Femminile

Oltre alla sua carriera imprenditoriale, lei collabora anche nel settore editoriale per varie figure impegnate in politica. Come concilia questo impegno con il suo ruolo manageriale in Agrioil? Che consiglio si sente di dare alle giovani donne che vogliono affermarsi in ruoli dirigenziali?

Conciliare l'attività manageriale con l'impegno politico ed editoriale richiede un'elevata disciplina, capacità di delega e, sopra ogni cosa, una forte passione civica. Per me, essere attivi anche nel collaborare a redigere pubblicazioni è la continuazione naturale dell'impegno sociale ed economico che esercito ogni giorno in azienda: significa mettere l'ascolto, l'organizzazione e la ricerca di soluzioni concrete al servizio della comunità e delle pari opportunità.

Alle giovani donne che desiderano affermarsi nel settore agroalimentare o in ruoli dirigenziali mi sento di dire: studiate, siate rigorose e non abbiate paura di portare la vostra visione unica all'interno delle organizzazioni. Il settore agricolo è stato a lungo declinato al maschile, ma le donne possiedono una naturale attitudine alla visione sistemica, all'empatia e alla gestione della complessità che oggi è indispensabile per la leadership moderna. Non dovete omologarvi a modelli maschili per avere successo: la vostra forza risiede proprio nella determinazione e nell'autenticità delle vostre competenze innate e acquisite anche attraverso la conoscenza. .

Visione per il Futuro

Agrioil guarda al futuro impegnandosi a dare spazio ai giovani e ad abbracciare l'innovazione tecnologica. Quali sono i prossimi traguardi che vi siete prefissati per la vostra produzione e per l'evoluzione del marchio?

Il nostro sguardo è fermamente rivolto al futuro. I prossimi traguardi riguardano principalmente due direttrici: l'innovazione tecnologica integrata e il ricambio generazionale. Stiamo investendo in innovazione tecnologica e in soluzioni basate sull'Intelligenza Artificiale applicata all'ottimizzazione della filiera e della qualità dei processi di trasformazione industriale, per rendere la nostra produzione sempre più efficiente e a basso impatto.

Allo stesso tempo, vogliamo che Agrioil sia un polo d'attrazione per i giovani talenti del Sud Italia. Vogliamo dimostrare che restare o ritornare a lavorare nel Mezzogiorno non è una scelta di ripiego, ma una sfida entusiasmante. Agrioil si evolverà rafforzando la sua identità di ambasciatore dell'alta qualità italiana nel mondo, coniugando tradizione millenaria e modernità digitale.

La Sfida della Concorrenza Extra-UE e delle Mega-Piantagioni

Negli ultimi tempi stiamo assistendo a una fortissima pressione da parte della concorrenza extra-europea. Paesi come la Tunisia e il Marocco stanno espandendo enormemente le loro coltivazioni, con impianti superintensivi nel deserto finanziati a livello internazionale. Come può l'intero comparto dell'olio extravergine 'Made in Italy' difendere la propria identità e far percepire al consumatore il vero valore aggiunto della nostra qualità?

La sfida non si vince sul terreno del prezzo o della quantità, ma su quello dell’identità, della qualità assoluta e del valore del territorio. I grandi impianti superintensivi d’oltre-mare puntano su enormi volumi e su un ristretto numero di cultivar omologate per la produzione industriale; l'Italia, al contrario, detiene una biodiversità ricca di varietà di piante autoctone unica al mondo e una tradizione che nessuna tecnologia desertica può replicare.

Per difendere e far percepire il vero valore del Made in Italy, la nostra strategia – sia come Agrioil che come comparto – si fonda su due pilastri fondamentali:

  • Tutela dell’Identità e della Tipicità (Marchi DOP e IGP): I marchi di origine certificata non sono semplici etichette, ma una vera e propria garanzia di tracciabilità, storia e legame indissolubile con il territorio. La tipicità delle nostre varietà di cultivar locali offre profili organolettici e nutrizionali distintivi di alto valore che le produzioni di massa non potranno mai eguagliare.
  • Qualità Assoluta e Trasparenza: Spiegare al consumatore che un olio extravergine d'eccellenza non è un semplice condimento, ma un alimento funzionale ricchissimo di polifenoli e antiossidanti, frutto di controlli rigorosi e di un'attenzione maniacale in ogni fase della filiera, dalla molitura alla bottiglia.

In sintesi, a differenza del modello basato sull'omologazione di poche varietà, l'eccellenza della qualità superiore italiana risponde valorizzando l'unicità, la sostenibilità e la cultura del saper fare. Il nostro compito è continuare a educare il consumatore, affinché scelga non semplicemente "un olio", ma un patrimonio di salute, paesaggio e qualità imbattibile.

© 2026 Queen of Queens Magazine. Tutti i diritti riservati. Intervista originale realizzata e curata dalla redazione. Riproduzione vietata.


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